Quali sono le caratteristiche del Prosecco rosé?
La risposta breve
Spumante rosa di Glera con il 10-15% di Pinot Nero: bollicine fini, fragola e lampone, sempre millesimato. Dal Brut Nature all'Extra Dry.
Risposta di Michael Goldstein · fondatore di Bella Principessa
Aggiornata il
La risposta completa
Il Prosecco DOC Rosé è uno spumante rosa fatto soprattutto di Glera, con il 10-15% di Pinot Nero. Aspettati bollicine fini, profumi floreali, fragola e lampone e un finale fresco. Va dal secchissimo al morbido, e ogni bottiglia porta in etichetta l’annata.
Il rosa ti dice il colore. Nient’altro. Eppure c’è ancora chi lo legge come un indizio di zucchero, ed è così che un vino perfettamente secco finisce per doversi giustificare al brunch.
Il profilo in breve
- Colore: dal rosa salmone tenue al rosa acceso, merito del Pinot Nero.
- Bollicine: spumante a tutti gli effetti, con un perlage fine e persistente.
- Profumo: floreale, con frutti rossi: fragola, lampone, a volte pesca bianca.
- In bocca: fresco e vivace, corpo leggero e acidità brillante.
- Dolcezza: Brut Nature, Extra Brut, Brut o Extra Dry, come indicato in etichetta.
- Annata: sempre. In etichetta trovi “Millesimato” e l’anno.
Da dove viene il rosa
Il disciplinare è preciso: dall’85 al 90% di Glera, l’uva del Prosecco, e dal 10 al 15% di Pinot Nero (il Pinot Noir dei francesi) vinificato in rosso.[1][2] Il Pinot Nero porta il colore, un po’ più di corpo e le note di frutti rossi. La Glera porta la mela verde, la pera e i fiori bianchi che conosci dal Prosecco bianco.
La tonalità cambia da produttore a produttore. Un rosa più carico non vuol dire un vino più dolce, e uno più pallido non vuol dire un vino più secco.
Che cosa c’entra il Pinot Nero con il Prosecco?
Perché le bollicine sono più fini
Come il Prosecco bianco, anche il rosé prende le bollicine in una grande autoclave, con il metodo Martinotti (o Charmat). Per il rosé le regole chiedono più pazienza: la seconda fermentazione deve durare almeno 60 giorni.[1][2] Quel tempo in più sui lieviti serve a dare un perlage più fine e persistente e una consistenza più morbida.
Perché ogni bottiglia ha un’annata
Il Prosecco DOC Rosé deve essere millesimato: almeno l’85% delle uve viene dall’anno indicato in etichetta.[1][2] Il vino si può vendere dal 1° gennaio successivo alla vendemmia.[1] Così scegliere la bottiglia più fresca sullo scaffale è facile: prendi l’annata più recente. Il Prosecco rosé è fatto per essere bevuto giovane.
Quanto è secco?
Il Prosecco DOC Rosé esiste in quattro livelli di dolcezza, dal più secco al più dolce: Brut Nature, Extra Brut, Brut ed Extra Dry. Sì, l’Extra Dry è il più dolce dei quattro. È la parola più ingannevole del mondo delle bollicine, e ogni fine settimana qualcuno ci casca.
Bella Principessa Prosecco DOC Rosé è Brut.
Il Prosecco rosé è dolce o secco?
Bella Principessa Prosecco DOC Rosé
Il nostro è Brut, 11% vol., Glera con Pinot Nero dalla zona del Prosecco DOC, fatto da una cantina di famiglia veneta alla quarta generazione. Al naso fragolina di bosco, lampone e pesca bianca; in bocca frutti rossi croccanti e agrumi; un finale pulito e secco. È il rosa che versiamo a chi dice di non bere rosa.
Scopri Bella Principessa Prosecco DOC Rosé
Come si confronta
- Prosecco bianco: in fondo la stessa uva, lo stesso metodo in autoclave. Il rosé aggiunge Pinot Nero, colore, frutti rossi, una seconda fermentazione più lunga e l’annata obbligatoria. Prosecco e Prosecco rosé a confronto
- Champagne rosé: rifermenta in ogni singola bottiglia e resta più a lungo sui lieviti, quindi sa di più di crosta di pane e brioche. Il Prosecco rosé mette davanti il frutto, e di solito costa molto meno.
- Il “Prosecco rosa” di prima del 2020: ufficialmente non esisteva. Il Prosecco DOC Rosé è stato approvato nel 2020. Gli spumanti rosa venduti prima con altri nomi non erano Prosecco. Il Prosecco rosé si chiama anche Prosecco rosa?
Come degustarlo
Servilo a 6-8 °C, in un calice da vino bianco o a tulipano più che in una flûte stretta, così il profumo ha spazio. Guarda prima il colore e le bollicine. Poi cerca i fiori e i frutti rossi. Poi fai caso al finale: un buon rosé Brut chiude pulito e secco, non appiccicoso.
Cosa mangiarci
Il frutto rosso e l’acidità vivace lo rendono facile a tavola: salmone affumicato, sushi, gamberi, salumi, insalate con formaggio di capra, fragole e tutto quello che passa su una tavola da brunch.
Abbinamenti per il Prosecco rosé
Fonti
- Consorzio Prosecco DOC: approvazione del Prosecco DOC Rosé (2020) (in inglese)
- Consorzio Prosecco DOC: scheda informativa su Prosecco DOC e Prosecco DOC Rosé (PDF, in italiano)
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