Storia del Prosecco: dal vino dei Romani al calice di spritz

Un’imperatrice romana, un chimico di Asti e un aperitivo arancione entrano in un bar. Il bar è a Venezia, e versa Prosecco. Ecco come ci è arrivato.

In breve

La prima menzione
Il vino Pucino di Plinio il Vecchio, collocato con prudenza nel paese di Prosecco, vicino a Trieste
La scuola
La prima scuola enologica d’Italia apre a Conegliano nel 1876
Le bollicine
Federico Martinotti brevetta la fermentazione in autoclave nel 1895; Eugène Charmat la perfeziona nel 1907
Il nome
Nel 2009 Prosecco diventa un nome di luogo protetto, e il vitigno prende il nome di Glera
Il boom
667 milioni di bottiglie di Prosecco DOC nel 2025, oltre l’82% vendute all’estero

Qual è la storia del Prosecco?

La storia del Prosecco va da un vino dei Romani al calice di spritz. Plinio il Vecchio lodava il vino Pucino,1 probabilmente l’odierno paese di Prosecco, vicino a Trieste.2 La prima scuola enologica d’Italia aprì a Conegliano nel 1876,3 un italiano brevettò la fermentazione in autoclave nel 1895,4 e nel 2009 il nome diventò un luogo protetto, con il vitigno ribattezzato Glera.5

Duemila anni in un paragrafo. Eccoli un po’ più lenti, con i pezzi migliori.

  1. Epoca romana: il vino PucinoPlinio il Vecchio scrive che l’imperatrice Livia attribuiva i suoi 82 anni al vino Pucino e non ne beveva altro.1 Gli studiosi collocano il Pucinum, con prudenza, nell’odierno Prosecco.2
  2. 1876: una scuola a ConeglianoApre a Conegliano la prima scuola enologica d’Italia, scelta perché lì e a Valdobbiadene si faceva il Prosecco.3
  3. 1895: l’autoclaveFederico Martinotti, scienziato del vino piemontese, brevetta una seconda fermentazione in una grande autoclave chiusa.4
  4. 1907: il franceseEugène Charmat perfeziona l’attrezzatura e la brevetta di nuovo. È il suo il nome che viaggia.4
  5. 1919: il bitter arancioneL’Aperol viene presentato a una fiera di Padova. Intorno agli anni Cinquanta, qualcuno lo aggiunge allo spritz.6
  6. 2009: il nome diventa un luogoUn decreto riconosce il Prosecco DOC e due DOCG in collina,7 e il vitigno prende il nome di Glera.5
  7. 2025: il boom667 milioni di bottiglie di Prosecco DOC, oltre l’82% vendute all’estero.8

La nostra storia illustrata del Prosecco disegna tutto il racconto, un anno alla volta.

Da dove viene il Prosecco?

Da un’altura rocciosa sopra una baia dell’Adriatico. Plinio il Vecchio, il naturalista romano, scriveva del vino Pucino, coltivato lì su un terreno sassoso dove la brezza del mare maturava poca uva. Raccontava che l’imperatrice Livia visse fino a 82 anni, ne diede il merito a quel vino, e non ne beveva altro.1 Gli studiosi collocano il Pucinum, con prudenza, nel paese di Prosecco, sulla costa appena a nord di Trieste.29

Se il vino la tenesse giovane o se le piacesse e basta, la storia non lo dice. In ogni caso è il primo testimonial di un vino di cui si abbia notizia, e nessuno è stato pagato. Nei secoli il vino si è spostato verso ovest, sulle colline del Veneto e del Friuli, dove è cresciuto.10 Il nome è rimasto al paese. La nostra guida Prosecco: un luogo o un vitigno? ha la mappa.

Come è diventato il Prosecco lo spumante italiano più famoso?

Quattro cose, più o meno in quest’ordine: una scuola, un’autoclave, un nome e un cocktail.

  • Una scuola. Nel 1876 l’Italia aprì la sua prima scuola enologica a Conegliano, scelta perché lì e a Valdobbiadene si faceva il Prosecco.3 La terra del Prosecco ebbe presto i suoi professori di scienze.
  • Un’autoclave. Nel 1895 Federico Martinotti, che dirigeva anche la Regia Stazione Enologica di Asti, brevettò una seconda fermentazione in una grande autoclave chiusa invece che in ogni bottiglia.4 Nel 1907 Eugène Charmat perfezionò l’attrezzatura e la brevettò di nuovo.4 Quasi tutto il mondo lo chiama ancora metodo Charmat. In Italia no: qui è il metodo Martinotti.
  • Un nome. Nel 2009 Prosecco diventò un nome di luogo protetto, e il vitigno ne prese uno nuovo, Glera.75
  • Un cocktail. Lo spritz, che ha fatto del Prosecco la base dell’aperitivo arancione più famoso d’Italia.

L’autoclave è contata più di tutto per il gusto. Conserva i profumi freschi di mela verde, pera e fiori bianchi della Glera,11 e porta il vino in bottiglia in settimane, non in anni. Il metodo Martinotti, passo per passo, racconta il resto, e la disputa su quale nome metterci.

Una scuola, un’autoclave, un nome e un cocktail.

Perché il vitigno del Prosecco si chiama Glera?

Per proteggere il luogo. Fino al 2009 il vitigno e il vino avevano lo stesso nome, e un vitigno si può piantare ovunque. Quell’anno l’Italia ribattezzò il vitigno Glera, perché Prosecco indicasse il vino della sua zona d’origine e nient’altro.5

Lo stesso decreto, del 17 luglio 2009, riconobbe il Prosecco DOC e due DOCG in collina, Conegliano Valdobbiadene e Asolo.7 È la carta bollata più importante di tutta la storia. Nessuno ci brinda. Qualcuno dovrebbe.

Come si è preso il Prosecco il suo posto nella cultura del vino di oggi?

Soprattutto con lo spritz. Le origini lontane del drink risalgono agli anni in cui i soldati austro-ungarici controllavano il Veneto: poco abituati alla forza del vino bianco locale, lo allungavano con acqua frizzante. Da qui il nome, dal tedesco spritzen, spruzzare.6 Il bitter arancione arrivò dopo. L’Aperol fu presentato a una fiera di Padova nel 1919, e intorno agli anni Cinquanta trovò la strada del bicchiere.6

La ricetta ufficiale di oggi, quella dell’International Bartenders Association (IBA), è 90 ml di Prosecco, 60 ml di Aperol e uno spruzzo di soda, in un calice da vino con ghiaccio.12 Nota quale ingrediente viene per primo. L’aperitivo più famoso d’Italia è, in volume, soprattutto Prosecco. La nostra ricetta dell’Aperol Spritz fa le dosi.

Quanto è grande oggi il Prosecco?

Molto. Il Sole 24 Ore ha riportato 667 milioni di bottiglie di Prosecco DOC nel 2025, per un valore di 3,6 miliardi di euro, con oltre l’82% venduto all’estero, in 164 Paesi.8 Gli Stati Uniti sono stati il primo mercato di esportazione nei primi nove mesi dell’anno, con il 23,8% dell’export.8 Circa 60 milioni di quelle bottiglie erano di rosé,8 più o meno una su undici.

Detto in altro modo: un vino che Plinio descriveva come fatto con «poca uva» su un’unica collina rocciosa1 oggi riempie centinaia di milioni di bottiglie l’anno. Le colline sono cambiate meno. I pendii ripidi tra Conegliano e Valdobbiadene, coltivati su terrazze erbose, sono Patrimonio dell’Umanità UNESCO.13

Chi racconta la storia del Prosecco: una guida sul campo

A ogni tavola c’è qualcuno che conosce un po’ di storia del Prosecco. A volte più d’uno, e raramente sono d’accordo sui dettagli.

  • Chi parte dai Romani. Apre con Livia e gli 82 anni. Non dice mai che il vino veniva da poca uva su un’unica collina.
  • Chi tifa Martinotti. Corregge «Charmat» ogni volta. Tecnicamente ha ragione, che è il modo più irritante di avere ragione.
  • Chi predica lo spritz. Pensa che la storia del Prosecco sia cominciata su una terrazza a giugno. Non ha tutti i torti.
  • Chi legge l’etichetta. Sa che è per il 2009 che la parola sulla bottiglia indica un luogo. Lo dice una volta, a bassa voce.
  • Tu. Adesso conosci tutte e quattro le storie, e l’ordine giusto in cui raccontarle.

La storia, nel calice

Bella Principessa è Prosecco DOC dalla provincia di Treviso, fatto nell’autoclave che Martinotti brevettò ed etichettato con il nome che il 2009 ha protetto. Brut, secco e fresco. La storia si racconta in cinque minuti. La bottiglia dura un po’ di più.

Domande frequenti

Da dove viene il Prosecco?

Dal nord-est d’Italia. Il nome viene dal paese di Prosecco, vicino a Trieste, che gli studiosi collegano con prudenza al vino Pucino dei Romani lodato da Plinio il Vecchio.

Quanto è antico il Prosecco?

La storia del vino risale all’epoca romana. Il Prosecco spumante che conosciamo ha preso forma con il metodo in autoclave, brevettato nel 1895, e il nome protetto risale al 2009.

Chi ha inventato il metodo del Prosecco?

Federico Martinotti brevettò la fermentazione in autoclave in Italia nel 1895. Eugène Charmat brevettò una versione perfezionata in Francia nel 1907, ed è per questo che fuori d’Italia si parla spesso di metodo Charmat.

Quando il vitigno del Prosecco ha preso il nome di Glera?

Nel 2009, quando Prosecco è diventato un nome di luogo protetto e un decreto ha riconosciuto il Prosecco DOC e due DOCG in collina.

Il Prosecco è italiano?

Sì. Viene da nove province tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, nel nord-est d’Italia.

Perché il Prosecco è diventato così famoso?

Uno stile fresco e fruttato grazie all’autoclave, un nome protetto e lo spritz. Il Sole 24 Ore ha riportato 667 milioni di bottiglie di Prosecco DOC nel 2025, in gran parte vendute all’estero.

Fonti: per saperne di più

I fatti di questo articolo vengono da queste pagine. Ogni numero nel testo porta alla sua fonte.

  1. Perseus Digital Library, Tufts University, Plinio il Vecchio, Naturalis historia, libro XIV, capitolo 8 (traduzione inglese di Bostock e Riley)
  2. Pleiades: A Gazetteer of Past Places, Castellum Pucinum
  3. FAI, Fondo Ambiente Italiano, Scuola Enologica I.S.I.S.S. G.B. Cerletti
  4. Gambero Rosso International, Everything you need to know about the Italian Method, 4 marzo 2021
  5. Wine Spectator, Is ‘Prosecco’ a grape or a region?, 9 agosto 2017
  6. Turismo Padova, l’ufficio turistico del Comune di Padova, Spritz in Padova
  7. Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, Decreto del 17 luglio 2009: riconoscimento della DOC «Prosecco» e delle DOCG «Conegliano Valdobbiadene – Prosecco» e «Colli Asolani – Prosecco» o «Asolo – Prosecco», GU n. 173 del 28 luglio 2009
  8. Il Sole 24 Ore, Wine in crisis? Not Prosecco Doc, which also records growth in 2025, 9 gennaio 2026
  9. PromoTurismoFVG, ente del turismo del Friuli Venezia Giulia, Prosecco
  10. Gazzetta ufficiale dell’Unione europea (EUR-Lex), «Prosecco»: modifica approvata del disciplinare, con il documento unico (C/2025/6773), versione inglese, 23 dicembre 2025
  11. Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (MASAF), Prosecco DOC: disciplinare di produzione consolidato, decreto del 22 settembre 2025
  12. International Bartenders Association (IBA), Spritz (cocktail ufficiale IBA)
  13. Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, sito Patrimonio dell’Umanità UNESCO, The Area

Verificato il 4 novembre 2026.